Diario di paternità


Anno 2017
Peso 0.40 Kg
Formato 19 x 13 x 1
Confezione brossura cucita, copertina morbida
Pagine 168
ISBN 9788899375225
Collana ETÀ D'ARGENTO

INDICE

1. La paternità negata - 2. Doveva essere il difficile giorno della nuova tolleranza - 3. Padri mammificati - 4. Daniil pensando di me - 5. Medea - 6. Diario di paternità - 7. Oggi son diventato padre - 8. Patrie e Matrie - 9. A Daniil (due anni dopo) - 10. Nella biblioteca di un padre - 11. Soltanto nei prati albi - 12. Dubbi - 13. Sopra un ritratto fotografico della moglie - 14. 'Regalarsi un figlio' - 15. Sarner Scharte (Liriche montane). - I. Vorrei portar me stesso II. Non farò fotografia - III. Il sorriso ce l’hanno - IV. Seguitiamo camminando - V. A girocollo della rupe - VI. Der Wanderer - 16. La via ferrata - 17. Sette Semiminime - 18. Viaggiare e non chiuder occhio - 19. La mossa - 20. Croati e calabresi - 21. Colloquio immaginario con mio nonno - 22. Il Leopane - 23. A un adolescente - 24. Con la voce che cambia - 25. La bici di Saša Puškin - 26. I nostri genitori - 27. Attendo - 28. Solitudini - 29. Solitudini - I. A me piace la notte - II. * * * - III. * * * - IV. 20 agosto 1995 - V. Affacciatomi agli incubi di Mandel’štam... - VI. * * * * - VII. * * * - 30. * * *

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Di: Stefano Aloe,

€ 14.00 € 11.90

Collana ETÀ D'ARGENTO


C’è un figlio, Daniil, che cresce in Russia, lontano dal padre, e da bambino si fa adolescente. Ma la separazione non cancella i ruoli: si resta padri e figli, e la distanza non fa che ravvivare la consapevolezza di quel rapporto troncato. La paternità si fa oggetto di rifessioni condotte nella forma frammentaria di un diario, con brevi prose, lettere e poesie che si alternano in un tessuto di ricordi e sensazioni, passando dalla serietà all’umorismo e all’ironia, con il cameo di un racconto dedicato ai ragazzini di Mosca. I temi che danno forza al legame padre-figlio trovano sostanza in queste pagine intense, a tratti tristi e a tratti luminose, dove una drammatica vicenda autobiografica fa solo da spunto per arrivare all’universalità degli affetti familiari.




ESTRATTO

La vita ci cambia, e le grandi cose del passato diventano remote, diventano racconto, o silenzio, o anche oblio. Infine, comunque, oblio. Siamo piccole cose, noialtri umani, e i nostri dolori sono piccole cose pure loro. Ma non in senso morale: il dolore – quello è sconfinato, come anche la colpa. Partirò dall’oggi. Poco in realtà di biografico – i dettagli sono materia tanto delicata quanto spesso anche superflua. Si delinea, invece, una storia. Un semplice racconto per una vita complessa. Occorrono giusto alcune coordinate per comprendere una situazione, perché a chi legge non risulti vuota la camera in cui lo introduco. Curando di non alterare nel racconto la realtà, per quanto niente di vissuto si può ripetere appieno, e ogni racconto è in qualche modo creazione di una realtà nuova. Qui c’è comunque testimonianza di una storia vera, e non conclusa. Ci sono autentiche persone. E viventi. Una di queste sono io, peraltro l’unica pienamente identificabile: un uomo, quarantacinque anni, vivo a Verona e sono professore all’università (insegno letteratura russa e filologia slava). Punto. Su di me per ora è tutto. C’è poi Daniil, mio figlio, che ha quindici anni e vive a Mosca. Di lui non è lecito dire di più. Di fatto, ufficialmente Daniil è come se non esistesse, perché ufficialmente io non sono padre, dunque non esiste alcun figlio. Però Daniil c’è. Daniil esiste. Daniil è mio figlio. Poi c’è una terza persona, non la nomino, ho motivo di non farlo, per tutelare Daniil e anche lei stessa, ma anche per mia scelta. È la madre. In quest’opera è Medea. Una Medea moscovita.

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NOTE

  • Testimonia con intensità il travaglio e la speranza scaturiti da un’esperienza profonda e dolorosa
  • Mostra la complessità delle relazioni affettive, spesso segnate da scelte irreversibili in contesti politico-legali articolati
  • Affronta la questione essenziale dei rapporti padre-figlio, il significato dell’esser genitore, la diversa prospettiva di padre e madre
  • Porta alla luce un problema nuovo: la crisi dei rapporti nelle nostre società 'liquide' e multietniche
  • Mostra una via d’uscita dalla sofferenza: la pagina bella, scritta o letta, che illumina le nostre vicende


VIDEO/COLLEGAMENTI

Recensione di Lorena Cacace su nanpress.it (28/02/2018)


Recensione di Manila Alfano su "Il Giornale" (27/02/2018)


Recensione di Giuseppe Gaetano sul "Corriere della Sera" (27/02/2018)


Notizia ANSA (27/02/2018)


Recensione su "Il Mattino" (27/02/2018)


Recensione di Claudio Trabona sul "Corriere del Veneto" (28/02/2018)


Recensione di Monica Coviello su Vanity Fair (01/03/2017)


MATERIALI