Il sipario era alzato

Uno sguardo sul teatro


Anno 2017
Peso 0.50 Kg
Formato 21,5 x 13,5 x 2
Confezione copertina morbida, filo refe
Pagine 352
ISBN 9788899375140
Collana ARSENALE

INDICE

Charles Baudelaire, mostro delicato... (C. Nifosi) - Charles Baudelaire. Cenni biografici - Nota del traduttore ----- I FIORI DEL MALE Al lettore - Don Giovanni all’Inferno - Una carogna - Tutta intera - Mœsta et errabunda - Lo Spettro - Sonetto d’autunno - Tristezze della luna - La Musica - L’Heautontimorumenos - L’Irrimediabile - L’Orologio - Il Cigno - I Sette Vecchi - I Ciechi - A una passante - Il Gioco - Il Vino dell’assassino - Il Vino degli amanti - Un viaggio a Citera - Il Rinnegamento di san Pietro - Il Sogno d’un curioso - Il Viaggio - Il Coperchio - A una giovane acrobata LO SPLEEN DI PARIGI Lo Straniero - Il Pazzo e la Venere - Il Cane e il flacone - Le Folle - Il Vecchio Saltimbanco - Una morte eroica - Le Vocazioni - Ubriacatevi - Le Finestre CRITICA D'ARTE Dell’essenza del riso e generalmente del comico nelle arti plastiche CORRISPONDENZA A Hippolyte Tisserant ----- I coups de théâtre di Charles Baudelaire (F. Locatelli) Baudelaire, il sogno del teatro (M. Spreafico)

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Di: Charles Baudelaire,

A cura di: Federica Locatelli

€ 27.50 € 23.37

Edizione Classica (EC)

Collana ARSENALE


Il poeta e il drammaturgo, per Baudelaire, sono spiriti affini: entrambi inquieti e vagabondi, capaci di immedesimarsi in altro da sé. Questo volume propone un percorso attraverso gli scritti del celebre poeta francese che parlano di teatro. Ci sono allusioni sia ne I fiori del male che nei Quadri parigini, nonché riferimenti più espliciti, per esempio il saggio Dell’essenza del riso e generalmente del comico nelle arti plastiche e la lettera all’attore Hippolyte Tisserant, in cui Baudelaire parla del progetto di un dramma intitolato Ivrogne. La vita di palcoscenico facesse parte dell’immaginario del poeta, e i caratteri contrastanti della sua scrittura,




ESTRATTO

Fancioulle era un ammirevole buffone, e quasi un amico del Principe. Ma per le persone votate per mestiere al comico, le cose serie hanno un’attrazione fatale, e benché possa apparire bizzarro che le idee di patria e di libertà s’impadroniscano dispoticamente del cervello di un istrione, un giorno Fancioulle entrò a far parte di una cospirazione formata da alcuni gentiluomini malcontenti. Esiste dovunque della gente perbene, che denuncia al potere gli individui d’umore atrabiliare che vogliono deporre i principi e far piazza pulita della società, senza neppure consultarla. I signori in questione, e tra questi Fancioulle, furono arrestati e destinati a morte sicura. Mi piacerebbe credere che il Principe fosse addolorato di trovare tra i ribelli il suo attore preferito. Il principe non era né migliore né peggiore di altri; ma una sensibilità esasperata lo rendeva in molti casi più crudele e dispotico di tutti i suoi pari. Amante appassionato delle belle arti, e anche eccellente intenditore, non era mai sazio di voluttà. Alquanto indifferente agli uomini e alla morale, vero artista egli stesso, non conosceva nemico più pericoloso della Noia e gli sforzi bizzarri che faceva per vincere o sfuggire questa tiranna del mondo gli avrebbero certamente attirato, da parte di uno storico severo, l’appellativo di «mostro», se nei suoi domini fosse stato permesso scrivere qualcosa che non tendesse unicamente al piacere e alla meraviglia, che è una delle forme più delicate del piacere. La grande sventura di questo Principe fu che non ebbe mai un teatro sufficientemente vasto per il suo genio. Ci sono dei giovani Neroni costretti a soffocare dentro confini troppo angusti, e dei quali i secoli a venire ignoreranno per sempre il nome e la buona volontà. L’improvvida Provvidenza aveva dato a costui facoltà più grandi dei confini del suo Stato. Improvvisamente corse voce che il sovrano voleva graziare tutti i congiurati; all’origine di questa voce c’era stato l’annuncio di un grande spettacolo in cui Fancioulle avrebbe recitato uno dei suoi ruoli principali e più riusciti e a cui avrebbero assistito, così si diceva, anche i gentiluomini condannati; segno evidente, aggiungevano gli animi superficiali, della generosità del Principe offeso.

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NOTE

  • In questa nuova traduzione, le poesie diventano spartiti per la recita sul palcoscenico;
  • I saggi di Baudelaire mettono in luce la sua sensibilità teatrale, il suo punto di vista sul teatro;
  • Quella di Baudelaire è una scrittura sempre forte e accattivante, che non delude mai.


VIDEO/COLLEGAMENTI

Recensione di Alberto Cellotto su "Librobreve" (10/04/2018)


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